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Grotte 3D in QGIS

Un GIS è uno strumento potente per analizzare i dati geografici, ma fino a poco tempo fa era poco adatto a creare rappresentazioni tridimensionali di un “oggetto”, ovvero una grotta.

Un Sistema Informativo Geografico in effetti non è nato per fare dei bei disegni, ma per aggregare dati, di tipo geografico o comunque riferibili a una posizione geografica nota, e analizzarli “incrociandoli”. Uso quotidianamente i GIS nel mio lavoro di ecologo applicato, per gestire ed analizzare dati relativi a corsi d’acqua. Molto spesso trovo delle straordinarie somiglianze fra ciò che faccio sui fiumi per lavoro e quello che faccio in grotta per passione. Si tratta in entrambe i casi di descrivere un oggetto complesso usando dei dati. Oltre tutto, si tratta di oggetti molto simili, considerato che una grotta è quasi sempre l’alveo sotterraneo di un corso d’acqua e assomiglia moltissimo a un torrente.

Oggi vi voglio mostrare parte del lavoro che sto facendo da un anno a questa parte su un settore delle Prealpi Giulie dove si trovano le principali grotte oggetto di esplorazione negli ultimi anni da parte del Circolo Speleologico Idrologico Friulano. Sto usando un programma, o meglio un pacchetto di programmi, denominato QGIS. Si tratta di un programma open source e a distribuzione gratuita accessibile a tutti (potete trovarlo nel portale del progetto).

Una grossa differenza fra torrente e grotta è che per il primo ho spesso a disposizione un modello digitale del terreno (DTM), ovvero dei dati relativi alla quota assoluta di porzioni di terreno determinate. Nella maggior parte dei casi queste porzioni, o celle, hanno la forma di un quadrato con il lato di 10m, 5m o 1m. Un programma di GIS mi permette di leggere queste informazioni e creare una mappa del terreno in cui a quote diverse corrispondono colori differenti.

Mappa delle quote del terreno realizzata a partire da un DTM con celle di 10m di lato (dati Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia)

Questo tipo di rappresentazione del dato topografico ci è abbastanza familiare e ricorda quella delle carte geografiche. In particolare le carte geografiche “morfologiche”, che conosciamo Leggi tutto…

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Icnussa 2019 Impronte

Si è concluso domenica scorsa l’incontro di speleologia Icnussa 2019 “Impronte” a Urzulei, in Ogliastra (Sardegna), proprio al margine del Supramonte in una zona molto ricca di grotte importanti.

Urzulei / Orthullè – quanto è verde l’Ogliastra in primavera!

E’ stato un raduno molto più intimo di quelli che si sono tenuti sul continente e, in particolare, molto più di quelli a Casola. Cosa che mi ha fatto piacere. Per me andare a Urzulei non è stato un pretesto per scoprire questo paese e il Supramonte, dato che bazzico la zona da ormai sette anni. Sono andato per vedere gente che incontro di rado e ascoltare storie.

In particolare mi sono interessato molto ai resoconti relativi alle spedizioni che hanno esplorato i fenomeni “simil-carsici” nel sale e nel ghiaccio. Le grotte salate visitate e studiate da speleologi dell’associazione La Venta in Cile e Iran sono decisamente affascinanti e molto diverse fra loro. Ma quello che ha messo più in moto le rotelline del mio cervello è stato il racconto della spedizione degli speleo glaciali in Islanda.

Tutto questo ascoltare storie ha stimolato curiosità e desideri, che Leggi tutto…

Medvedjak

Balinando in Slovenia

Uscita mattutina del sabato, giusto per vedere una grotta e consentire a Carol di arrivare al lavoro nel primo pomeriggio. Così partiamo da Udine la baldanzosa Ughetta e l’immusonito Mayo, che di andare in grotta non aveva nessuna voglia, indossando già i sottotuta pesanti per evitare lo spogliarello sul Carso innevato.
Ritrovo a Basovizza in pasticceria, sempre un’ottima idea, dove Ughetta scopre l’esistenza del kranz e inizia la solita storia, dato che Linus e io non siamo abituati a spiegare a sti ‘taliani cos che vol dire le robe. El kranz xe el kranz, assaggialo. Anzi assaggiamolo!

Dunque, anche sta volta ci dirigiamo verso Kozina, ma ci spingiamo un po’ più verso Markovščina lungo la strada per Fiume. Si gira a destra su una strada secondaria, asfaltata e spalata, ma preso la si abbandona per prendere una carrareccia che si inoltra fra prati e boschi del Carso innevato. Ci saranno una decina di centimetri di neve appena, ma sono sufficienti per rendere il paesaggio invernale e la temperatura di -1°C è più che sufficiente per rendere gelida la faccenda per una sarda freddolosa.

La sarda comunque guida bene sulla neve e arriviamo sani e salvi a uno spiazzo vicino alla grotta, che per inciso è chiaramente indicata sulla mappa scaricata da OpenAndroMaps (se vi interessa la trovate qui) che visualizzo usando OruxMaps (lo trovate qui) sullo smartphone Android. Parcheggiamo le due auto e ci vestiamo rapidamente, anche se la Bora si è calmata e il freddo non è pazzesco. Per me.

Innanzitutto scopro che Leggi tutto…