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Lo speleo ai tempi del CoV

Col divieto di spostamenti non motivati da esigenze lavorative o sanitarie, siamo rimasti fermi per un po’.

Non essendo più un assiduo praticante, non ho sofferto a dismisura, ma passare in casa un mese di meteo stabile, mentre avevo voglia di andare a fare alcune cose “serie” in grotte attive mi ha scocciato.

Innanzitutto, avevo l’idea di costruire il modello 3D della zona di Grotta Sara fra Big Bang e la parte di Ramo Gotico che arriva al punto da cui si diparte il ramo Turbodio. Solo quello è un lavoro che richiede di rilevare a suon di DistoX2 per qualche ora. Batteria permettendo.

Perché ho ‘sta fissa? Beh, il Big Bang è una porzione di galleria che si è ampliata notevolmente a seguito di crolli. Mi piacerebbe capire com’è fatto. Inoltre ho tante domande sui riempimenti. Sull’origine dei ciottoli che si trovano (arrivano da lontano?). Rilevare bene il “pavimento” e annotare la sua composizione, raccogliere qualche campione.

Poi avrei voluto salire in Coglians e mappare i buchi soffianti in una zona dove, a naso, ce ne devono essere diversi. Su come funziona l’aria, leggetevi Fisica del clima sotterraneo (Badino, 1995).

Ho approfittato di questo periodo per fantasticare un po’ e aggiornare il mio elenco dei desideri:

  • Sa Rutta ‘e s’Edera;
  • Montelongos;
  • Lovettecannas (tratto mayabile);
  • Corchia ramo del Fiume;
  • Piaggia Bella;
  • Buso della Rana;
  • Abissi I e II dei Granari di Zingarella;

Fantasticare non basta. Sono più vicino ai 50 che ai 45 anni e serve curare la preparazione fisica. Devo restare a un peso < 85 kg, mantenere il tono muscolare, fare stretching e magari conservare il “fiato“. Quest’ultima cosa è difficile da fare a casa, se non si può usare la cyclette. Per il resto ho potuto fare esercizi ogni giorno e credo di avere conservato abbastanza tono ed elasticità. Anzi, ho ripreso un po’ di quest’ultima, dopo un periodo di scarsa disciplina. Il fiato tornerà, pian piano.

Fase 2 il silenzio

Ieri, nel tardo pomeriggio, ho seguito la diretta sul canale Instagram di Herve Barmasse (qui), dove è intervenuto il presidente del CAI Torti.

Hanno parlato molto della “Fase 2” in relazione alle attività escursionistiche e alpinistiche.

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Gli speleologi e la tutela delle aree carsiche

Quasi tutti gli speleologi amano “la natura” ed è uno dei motivi per cui praticano un’attività che li porta a frequentare posti in cui le tracce dell’attività umana sono assenti o molto scarse.

Non voglio qui parlare di quando sono gli speleo a modificare le grotte per accedervi, ma del caso in cui gli speleo desiderano difendere grotte e aree carsiche dall’intervento umano di altri: cavatori, industriali, costruttori, imprenditori turistici ecc.

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