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Reclutamento

Siamo nel periodo dell’anno in cui molti di noi organizzano corsi di primo livello o introduzione alla speleologia. È il periodo riproduttivo degli speleo, senza accoppiamento ovviamente. Ci mancherebbe, la riproduzione per noi speleo è tutta noia e dolore? Non per tutti, ma per molti lo è.

In biologia chiamiamo “reclutamento” l’esito della riproduzione di una specie, ovvero la comparsa di nuovi individui. In un’associazione speleologica il reclutamento si può definire come “nuovi iscritti quest’anno“.

Come ogni anno, ci rendiamo conto che non abbiamo più 14 corsisti, come nel 1989 quando ero allievo. Perché? La speleologia non piace? Oppure non la sappiamo “vendere”?

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Cubetti di roccia

Ieri abbiamo visitato la parte iniziale dell’Abisso Roberto Pahor (scheda del Catasto Grotte), nella catena dei Musi (Prealpi Giulie, FVG). Lo scopo della missione era raggiungere una zona con scorrimento di acqua sulle pareti, per consentire ai biospeleologi di cercare certi coleotteri che amano quel tipo di habitat. I due erano Luca del CSIF e Teo da Ljubljiana. Io, dato che sono bio- ma non -speleo, ero lì in gita, tanto per vedere il posto.

Non posso mostrare una foto della grotta perché abbiamo fatto affidamento sulle capacità della Regina, la quale ha tuttavia dimenticato di inserire una scheda SD nella sua macchina fotografica. Molte frasi scurrili sono state pronunciate in almeno 4 lingue.

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Ricordi?

Domani si va in una grotta armata a spit, così sto preparando gli anelli, infilando i bulloni e bloccandoli con l’anellino di gomma. Ti ricordi quando li abbiamo cavati la prima volta?

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Parete Est del Col Lopic – punto di vista non personale

Ieri siamo stati in Canin. L’obiettivo era quello di raggiungere alcune aperture sulla parete Est del Col Lopic, il contrafforte settentrionale della dorsale Leupa – Cergnala – Cima Confine dentro cui si trova il sistema in corso di esplorazione dagli anni ’80, i cui accessi attuali sono gli ingressi dell’Abisso Modonutti Savoia e di Fiume Vento.

La parete E del Col Lopic

Grazie alla segnalazione di climbers che stanno chiodando vie su quella parete, siamo venuti a sapere che c’è almeno un’apertura da cui esce aria fredda. Tutti coloro che hanno fatto attività speleo in quella zona sono stati attratti dai “buchi” su quella parete, ma nessuno ha mai avuto il coraggio di arrampicare per raggiungerli. Sia chiaro, noi speleo saliamo in artificiale, ma l’impresa avrebbe richiesto l’impiego di molte decine di tasselli a espansione (spit o fix) e l’uso di molte batterie per il trapano.

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